La Terra: La Terra si è
formata insieme al Sole, agli altri otto pianeti maggiori del Sistema Solare e a
una miriade di asteroidi, meteoriti e comete a partire da un’immensa nube di
gas e pulviscolo spaziale chiamata nebulosa solare. Al centro della nube che si
contraeva, si formò il Sole che, scaldandosi, cominciò a emanare luce mentre
al suo interno iniziarono a verificarsi le reazioni nucleari che ancora oggi lo
fanno brillare. L’elevata temperatura solare causò l’evaporazione nello
spazio di buona parte dei materiali volatili che si trovavano nella regione in
cui si stava formando la Terra; nelle zone più esterne e fredde del Sistema
Solare, invece, queste sostanze condensarono dando vita ai pianeti giganti
gassosi.
La
nascita della Terra: A causa della forza di gravità, sempre più
materia proveniente dalla nebulosa solare si accumulò sulla Terra in
formazione. Ma poiché essa, per l’elevata temperatura, si trovava allo stato
fuso, i composti più densi, come il ferro e il nickel, sprofondarono sempre più
verso il centro del pianeta, mentre i materiali più leggeri, come i silicati
dei vari metalli che avrebbero in seguito formato le rocce, rimasero in
superficie. Tale processo prende il nome di differenziazione. È importante
sottolineare che tutta la materia di cui la Terra e gli altri pianeti sono
costituiti si era formata all’interno di stelle esplose che avevano rilasciato
nello spazio ciò di cui erano composte. Terminata la differenziazione, la
temperatura sulla Terra si ridusse nel tempo a valori tali da consentirne la
solidificazione. Inoltre sulla superficie del nostro pianeta, che non era né
troppo caldo come Venere né troppo freddo come Marte, poté rimanere
dell’acqua allo stato liquido. Attualmente si ritiene che la temperatura nel
nucleo della Terra sia di circa 6200 °C. Il suo raffreddamento è correlato sia
al decadimento radioattivo di alcuni elementi, sia all’isolamento termico
causato dal mantello sovrastante. Dato che è in atto un processo di graduale
esaurimento degli elementi radioattivi, la parte interna della Terra continuerà
a raffreddarsi. Nel Sistema Solare, la Terra è il terzo pianeta in ordine di
distanza dal Sole, dal quale mediamente si trova a 149,6 milioni di km.
L’orbita della Terra però non è perfettamente circolare, ma è simile a
un’ellisse un po’ schiacciata, perciò questa distanza varia da 147 milioni
di km, quando la Terra è più vicina al Sole (all’inizio di Gennaio), a 152
milioni di km, quando è più lontana (sei mesi dopo).
Dal
nucleo alla crosta: Il nucleo della Terra è costituito da elementi
pesanti (nickel e ferro) e può essere suddiviso in due parti: un nucleo interno
di materiali metallici solidi con raggio di circa 1300 km, circondato da una
parte esterna liquida spessa 2200 km. Procedendo verso l’esterno, si trova poi
il mantello, roccioso e spesso circa 3000 km, anch’esso suddiviso in sue
parti: una porzione inferiore più rigida (mantello inferiore), e una superiore
più plastica (mantello superiore). Gli ultimi 100 km del mantello prendono il
nome di litosfera e al di sopra di questa si trova un sottile strato di roccia
con uno spessore variabile tra 5 km sul fondo oceanico fino a 50 km o poco più
sulla terra ferma. La litosfera è costituita da una serie di placche o zolle
simili ai pezzi di un enorme puzzle, grandi quanto un continente. Queste zolle sono in continuo
movimento, spinte dalle correnti convettive che rimescolano le rocce semifuse
sottostanti. Questo lento movimento tuttora in atto costituisce sostanzialmente
il fenomeno conosciuto come tettonica a zolle.
Eruzioni
vulcaniche: Lo scontro tra le placche può generare un rialzo di
pressione e un accumulo di energia che poi, lungo i margini delle placche
stesse, viene rilasciata sotto forma di terremoti. Studiando queste catastrofi
naturali, in particolare la propagazione delle onde sismiche, gli scienziati
riescono a comprendere la struttura interna della Terra. Quando due placche si
allontanano l’una dall’altra si forma una frattura, attraverso la quale
viene eruttato il magma proveniente dal mantello che, solidificandosi, produce
nuova crosta. Lungo i margini di due placche che si scontrano si possono
verificare due differenti fenomeni: se le due placche hanno la stessa densità
(placche continentali) si forma una regione più spessa, ed è questa
l’origine delle catene montuose, come l’Himalaya. Viceversa, quando si
scontrano due placche di densità diversa (per esempio una oceanica e una
continentale) la prima, più densa, sprofonda sotto l’altra, si fonde e dà
origine a una catena vulcanica per la risalita del magma, proveniente dalla
fusione della placca oceanica, come nel caso delle Ande o dell’Arcipelago
Indonesiano.
Il campo magnetico terrestre: Il campo magnetico terrestre deriva da correnti che si originano nel nucleo metallico fuso, a causa della rotazione della Terra su se stessa, analogamente a ciò che accade in una dinamo. Il campo magnetico della Terra si estende a enorme distanza nello spazio formando una sorta di bolla, nota come magnetosfera. La magnetosfera protegge la Terra dal flusso di particelle cariche elettricamente, provenienti dal Sole, chiamato vento solare. L’analisi di antiche rocce estratte dai fondali oceanici ha mostrato che il polo Nord e il polo Sud del campo magnetico terrestre si sono scambiati nel passato a intervalli regolari di circa 100.000 anni, ma nessuno sa se questa inversione dei poli magnetici avvenga in modo rapido o in modo graduale nel corso di alcuni anni.
L’atmosfera è cambiata: L’atmosfera della Terra, ossia lo strato di gas che avvolge il nostro pianeta, conteneva in origine una ridottissima quantità di ossigeno, insufficiente a consentire la ricca varietà di vita animale oggi presente. Allora l’atmosfera era costituita da una miscela di gas come idrogeno, ammoniaca e metano associati a biossido di carbonio (anidride carbonica), azoto e vapore acqueo. Buona parte dei materiali componenti quest’atmosfera, nel corso del tempo, è andata persa nello spazio ed è stata sostituita da gas provenienti dall’interno della Terra, come il biossido di zolfo e un’ulteriore quantità di biossido di carbonio e vapore acqueo.
Al di là delle nubi: L’atmosfera,
che viene trattenuta sulla Terra grazie alla forza di gravità, può essere
divisa in strati, a partire dalla superficie della Terra. Lo strato inferiore,
dove si trovano le nubi e avvengono tutti i fenomeni meteorologici, noto come
troposfera, si estende fino a 10-15 km di altezza. A mano a mano che ci si
innalza
attraverso la troposfera la temperatura diminuisce fino a raggiungere i -40/-50
°C. Al di sopra di essa, fino all’altezza di circa 50 km, c’è la
stratosfera dove si trova uno strato di ozono, un gas formato da un tipo
particolare di molecola di ossigeno composta da tre atomi anziché due. Poiché
l’ozono assorbe le pericolose radiazioni ultraviolette provenienti dal Sole,
aiuta a proteggere la vita sulla Terra. La temperatura nella parte superiore
della stratosfera cresce fino a 15 °C proprio perché l’ozono viene
riscaldato dalla radiazione solare. Al di sopra della stratosfera, fino a
un’altezza di 500 km, si estende la ionosfera, che riflette le onde radio
inviate dalla Terra, permettendo le comunicazioni a grande distanza. Qui si
trovano anche le nubi nottilucenti, che si formano quando il vapore acqueo nella
parte alta dell’atmosfera si condensa in cristalli sulla polvere meteoritica
che dallo spazio cade sulla Terra. La ionosfera a sua volta comprende la
mesosfera (tra 50 e 85 km di altezza) e la termosfera (fino a 200 km). La prima
è più calda nella parte bassa e la sua temperatura diminuisce con l’altezza
fino ai –90 °C della parte superiore. Al di sopra della ionosfera si trova
l’esosfera, che si fonde con il vuoto dello spazio interplanetario.
La
vita sulla Terra: Due terzi della superficie della Terra sono coperti
d’acqua e anche in questo ambiente, come sui continenti e in una piccola
porzione dell’atmosfera soprastante, sono presenti molte forme di vita.
L’origine della vita sulla Terra, che dipende in modo determinante
dall’acqua allo stato liquido, è un tema molto dibattuto che non ha ancora
trovato una spiegazione definitiva. Molti scienziati concordano nel ritenere che
le condizioni ambientali terrestri primordiali produssero violente tempeste
elettriche che innescarono reazioni chimiche tra i gas presenti
nell’atmosfera. I prodotti di queste reazioni, che comprendevano semplici
molecole organiche come gli amminoacidi (i costituenti delle proteine), punto di
partenza delle primitive forme di vita, si depositarono negli oceani, dove in
seguito avvennero altre reazioni chimiche. Alla fine di questa fase, durata più
di un miliardo di anni, cominciarono a svilupparsi le prime semplici strutture
capaci di autoriprodursi, ossia le cellule primitive. Le cellule vegetali
primitive utilizzavano l’anidride carbonica per sintetizzare le molecole
organiche di cui si nutrivano, esattamente come fanno oggi le piante. Questo
processo, conosciuto come fotosintesi, ebbe un’importanza fondamentale perché
cominciò a sviluppare come sottoprodotto l’ossigeno che, nel corso di
miliardi di anni, si è accumulato sempre più nell’atmosfera fino a mutarne
radicalmente la composizione. Ciò permise l’evoluzione di forme di vita
animale aerobiche, cioè che hanno bisogno di ossigeno per respirare. In
seguito, nei milioni di anni successivi, l’evoluzione ha portato alla grande
varietà di esseri viventi oggi presente sulla Terra. La Terra è il solo
pianeta conosciuto che ospiti la vita. È però molto probabile che vi siano
altri pianeti orbitanti attorno a stelle appartenenti alla nostra Galassia o in
altre galassie sparse nella vastità dell’Universo, ed è possibile che su
questi pianeti vi sia vita; tuttavia ciò non è ancora provato.
Un frammento dallo spazio?: La Terra ha un unico satellite naturale: la Luna. Le ipotesi sull’origine della Luna sono molto controverse; forse si è formata in un punto qualunque del Sistema Solare e in seguito è stata catturata dal campo gravitazionale della Terra o forse da una collisione tra la Terra, ancora primordiale, e un altro oggetto più piccolo simile a un pianeta.
Dati:
· Distanza minima e massima dal Sole: da 147,1 a 152,1 milioni di km
· Diametro all’equatore: 12.756 km
· Velocità orbitale media attorno al Sole: 29,79 km/sec
· Rotazione (tempo impiegato per completare un’intera rotazione sul proprio asse): 23 ore e 56 minuti
· Rivoluzione (tempo impiegato per compiere un’orbita attorno al Sole): 365 giorni 6 ore e 9 minuti
· Numero conosciuto di satelliti: 1 (la Luna)
· Massa: 5,976 x 1024 kg
· Volume: 1,084 x 1012 km3
· Densità media (acqua = 1): 5,52
· Temperatura media della superficie: 22 °C
· Temperatura del nucleo: 6200 °C
Piero D’Incecco