LE SFERE LUMINOSE
DILAGANO OVUNQUE
(lettera
inviata alla redazione de "Il Centro"
e pubblicata il 07/02/2004)
Siamo talmente abituati
ormai a parlare e sentire chi parla di
inquinamento ambientale tanto da accettarlo
come un male inevitabile, dilagante ed
incurabile.
Quando poi si parla
di inquinamento luminoso i più’ piegano
le spalle o non sanno per nulla che conseguenze
possa esso comportare ritenendo, al contrario,
che comunque più’ si illumina e meglio
si vive per una maggiore presunta sicurezza
e libertà di movimento nelle aree urbane
ed extraurbane. Intanto la nostra società
moderna ed industrializzata ha sete di
energia tanto che il nostro amato Paese
ha subito il suo primo vero black-out
la notte del 28/09/2003 e dall’ente fornitore
di elettricità è partito a gran voce l’allarme;
occorrono nuove fonti di produzione di
energia elettrica, in altre termini altre
e nuove centrali elettriche. Contestualmente
i mass-media ci invitavano a non sprecare
elettricità nelle nostre case ma, paradossalmente,
assistiamo impotenti al dilagare dell’illuminazione
pubblica attraverso fragili lampioni con
sfere luminose che forse fanno risparmiare
in termini di costo di installazione rispetto
ad un classico e robusto lampione a frusta
con schermatura totale (in gergo cut-off),
ma quanti di noi si chiedono qual è la
quantità effettiva di energia luminosa
che viene realmente utilizzata? Risposta;
meno del 50%, la maggior parte di luce
si disperde verso il cielo ad illuminare
il nulla se non la preziosa atmosfera
e ad oscurare le sempre più’ invisibili
stelle.
Chiediamoci a questo
punto se vi è risparmio o spreco e qual
è l’effettivo costo per le casse comunali
di tutta questa energia luminosa rivolta
scriteriatamente verso l’alto. Inoltre
riflettiamo sul fatto inconfutabile che
le centrali che producono elettricità
inquinano l’ambiente e le conseguenze
disastrose sul nostro organismo dell’inquinamento
ambientale sono sotto gli occhi di tutti:
250.000 nuovi casi di malattie tumorali
in Italia ogni anno, con tendenza in aumento.
Credo quindi che ogni
cittadino, per se, per i propri figli
e per le generazioni future, abbia il
sacrosanto diritto di esigere dai propri
governanti ed amministratori l’impegno
concreto per la risoluzione di questi
problemi. Risparmiare ed avere riguardo
per la salute pubblica si può e si deve
fare in misura molto maggiore di quanto
non si tenti di fare attualmente. I lampioni
a palla inquinano e non sono efficienti,
il loro impiego è stato abusato in quasi
tutti i nuovi impianti di illuminazione
stradale del nostro Comune ed in particolare
sui colli, sulla strada parco e in molte
vie del centro cittadino. E’ auspicabile
che il nuovo polo politico si attivi per
porre rimedio agli errori sino ad ora
commessi (ed ancora in atto) e prenda
magari esempio dalla vicina città di Montesilvano,
molto più protesa e sensibile ad una illuminazione
pubblica più razionale ed efficiente.
Rispettare alcuni semplici accorgimenti
sulla scelta del tipo di apparecchiatura
illuminante da impiegare per la pubblica
illuminazione significherebbe aver raggiunto
quel sufficiente grado di maturità culturale
e di apertura verso il nostro prossimo
e le generazioni future che troppo spesso
si ritiene di possedere.
Per progredire realmente,
culturalmente e tecnologicamente, basterebbe
prima di tutto fermarsi a riflettere un
po’ di più affinché si riesca e riequilibrare
tutti gli interessi in ballo a favore
di un maggior rispetto della natura che
ci circonda unica vera nostra inestimabile
ricchezza.
Marco Di Biase

(L'infelice
scelta dell'abbattimento dei lampioni
a frusta in via Di Sotto a Pescara e l'installazione
dei dannosi lampioni a palla.) |