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Die Magier von Salador
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Campo Imperatore

Sull’altopiano di Campo Imperatore, (AQ), gli astrofili possono ancora godere di uno dei cieli più bui d’Italia al pari delle località alpine e forse solo superato da alcune località montane più interne della Sardegna.
Caratterizzato dalla cima più alta di tutto l’Appennino, il Corno Grande (m. 2912 s.l.m.), Campo Imperatore o Campo Imperiale, come fu anche denominato in passato da Federico II, fu in epoche remote un antico fondo lacustre che presenta quindi facili declivi e pianori in uno scenario prettamente alpino. Per questa sua caratteristica paesaggistica questi luoghi sono stati spesso scelti da noti registi per diversi film, anche di successo.
A una altitudine media di circa 1800 m. si estende da NO a SE per una lunghezza massima di 27 km. E una larghezza di 8 km. È delimitato a Nord dalla cresta del Monte Prena (m. 2561 s.l.m.) e del Monte Camicia ( m. 2570 m. s.l.m.) da dove si può giungere sul versante tramano attraverso il Vado di Corno ed il Vado Ferruccio; a Est dal Vado di Siella superando il quale si scende verso il versante pescarese, a Sud e Ovest dai monti di Castel Del Monte e di S. Stefano di Sessanio, dal Monte Cristo (m. 1928 s.l.m.) e dal Monte Scindarella (m. 2233 s.l.m.) con alcuni valichi aperti verso il versante aquilano.
Praticamente vi sono infiniti posti adatti alla postazione di strumentazione astronomica, unica accortezza da tenere bene in considerazione è di evitare di scegliere gole piuttosto strette o cime del tutto isolate e scoperte per evitare di imbattersi, magari nel bel mezzo della nottata osservativa, nel cospicuo vento, spesso a raffiche violente, che è il padrone di casa a Campo Imperatore. Durante uno dei soliti Campi Astronomici che si tengono alle pendici del Monte Camicia, il forte vento è stato capace di ribaltare e trascinare per alcuni metri un telescopio Dobson di 25 cm di diametro!
Alcune delle postazioni osservative meta di molti astrofili abruzzesi e non sono Fonte Vetica, nei pressi di Vado Sole, e i ruderi della cava di scisti bituminose alle pendici del Monte Camicia, (vedi foto).
Bisogna pure fare attenzione a non farsi sorprendere dalla Guardia Forestale in luoghi dove non è ammesso sostare con autovetture, (in pratica quasi tutti i prati), pena una contravvenzione da pagare.
I luoghi montani sono raggiungibili da diverse direzioni; chi proviene dalla costa adriatica può scegliere di passare attraverso Penne e poi verso Farindola per km. 12, salire a Rigopiano (nota località montana ricca di prati) per km. 9 ed infine percorrere la provinciale attraversando un fitto bosco fino a Vado Sole che ci annuncia l’ingresso alla piana. Si può anche arrivare dall’autostrada A25 uscendo al km. 43 Bussi sul Tirino e, procedendo per direzione L’Aquila sulla stat. 17 fino al bivio per Ofena, raggiungere Castel del Monte per proseguire fino alla piana.
Dal versante tirrenico la città de L’Aquila sarà la prima tappa da raggiungere via autostrada, proseguendo fino all’uscita di Assergi da dove si proseguirà senza difficoltà fin su a Campo Imperatore.
Di notevole importanza nazionale e storica l’albergo di Campo Imperatore raggiungibile nei mesi invernali con la nota funivia del Gran Sasso inaugurata sin dal 1934, lunga m. 3240 che supera un dislivello di poco superiore a 1000 m. e nei cui pressi si erge il famoso Osservatorio Astronomico, completamente rinnovato nella strumentazione scientifica e di recente fornito di un nuovo telescopio di oltre un metro di diametro gestito dall’Oss. Romano di Monte Mario.
E’ curioso sottolineare che furono realizzate alcune gallerie sotterranee come bretelle di raccordo tra l’albergo e la stazione astronomica, nonché con la chiesetta della Madonna della Neve, la più alta d’Europa.
Oltre alle due cupole dell’osservatorio vi sono alcune stazioni di rilevamento e studi sui lampi gamma e il fiore all’occhiello della ricerca scientifica nazionale “L’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare” all’interno della galleria del traforo del Gran Sasso.
Patrimonio naturale di incommensurabile bellezza, vasta zona protetta e incontaminata da luci parassite, il tempio dell’astrofilia osservativa per quegli astrofili che non vogliono scendere a compromessi con l’inquinamento luminoso, la piana di Campo Imperatore rappresenta sicuramente una meta obbligata per ogni amante del cosmo che voglia vivere l’emozione di trovarsi sotto un cielo che può ancora e speriamo per molto tempo, iniziare a considerarsi veramente buio.

Marco Di Biase

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