Home Osservatori e Siti
Die Magier von Salador
PDF Stampa E-mail

Fonte Vetica

Fonte Vetica è situata sul bordo Nord-Est di Campo Imperatore e si erge ad una altitudine di m. 1632 s.l.m.. E’ così chiamata per via di una fonte naturale che sorge ai margini di un bosco di pini ed abeti alle pendici dei monti che la sovrastano che sono il Vado di Siella il M. Tremoggia e il M. Camicia (2570 m. s.l.m.).
Durante i mesi invernali è ovviamente impraticabile per la molta neve, tuttavia spesso viene aperta con i mezzi spazzaneve la s.da Pr.le che sale da Montebello o Farindola e permette, attraversando i noti prati di Rigopiano, superando il rifugio Pescara, di giungere fino al Vado Sole da dove si inizia a godere dei rigogliosi prati che si estendono quasi a perdita d’occhio in alcune direzioni.
Nei restanti mesi si può arrivare anche dal versante aquilano attraversando alcuni paesi tra cui Castel Del Monte nel cui comune è compreso Fonte Vetica. (Leggi il sito Campo Imperatore per maggiori dettagli). Il posto è molto frequentato dagli astrofili per via della purezza del cielo che allo zenit permette di discernere ad occhio nudo stelle di oltre mezza magnitudine superiore alla sesta ed è meta scelta sin dal 1987 dai Gruppi Astrofili Pescaresi e Piceni per il Campo Astronomico del Centro Italia organizzato di solito per il novilunio di Luglio o Agosto di ogni anno.
Non ci sono luci artificiali se non quelle del vicino rifugio tipico di montagna (che comunque vengono spente poco dopo il crepuscolo) e che porta lo stesso nome della fonte la quale è da qui raggiungibile attraverso una stradina da percorrere per circa duecento metri fino ad un rifugio della forestale dietro il quale è situata.
Il sito scelto per la postazione dei telescopi di solito, quando non è libero il piazzale di fianco al rifugio, è proprio la fine della stradina dove si può contare su di un parziale riparo dal vento che dovesse provenire da Nord e da Est offerto dai monti sopra menzionati. Quando il vento è assente non di rado fa la sua comparsa l’altra acerrima nemica degli astrofili, l’umidità, che praticamente impedisce l’uso di telescopi catadiottrici sforniti di idonei paraluce quando supera il 90%. Alcuni astrofili hanno trovato conveniente integrare la loro attrezzatura con dei piccoli fon a batteria o con delle resistenze da sistemare intorno alla ghiera di fissaggio della lastra correttrice per impedire il deposito di brina o per asciugarla.
Unico neo è l’assoluto divieto di sostare sui prati con l’automobile dato l’alto grado di protezione di tutta la zona per cui bisogna cercare un giusto compromesso magari cercando un permesso specifico da parte della Guardia Forestale di Castel Del Monte.

Marco Di Biase

indietro