L'Inquinamento Luminoso

Analisi del fenomeno e strategie di intervento

Il Problema

Inquinamento luminoso Pescara e Chieti

Da diversi anni si parla di inquinamento ambientale: mare sporco, aria irrespirabile. Ma esiste anche l'inquinamento luminoso. Inquinare significa alterare l'ambiente in modo dannoso; illuminare il cielo in maniera sconsiderata è un danno per tutti, non solo per gli astrofili.

Produrre luce costa energia, e produrre energia inquina. Limitare la dispersione di luce significa risparmiare risorse e proteggere l'ambiente notturno, fondamentale anche per i bioritmi di piante e animali.

Non serve spegnere tutto: basterebbe illuminare solo dove serve (verso il basso), con lampade specifiche e intensità adeguate, senza l'obiettivo di "sconfiggere le tenebre" a tutti i costi.

Come Combatterlo

Livelli di Intensità

La CEI (Commission Internationale de l'Éclairage) stabilisce livelli di intensità luminosa che spesso vengono superati inutilmente:

  • Strade extraurbane (media/alta intensità): 1-2 candele/mq
  • Strade urbane (scorrimento/principali): 1-2 candele/mq
  • Strade locali residenziali: 3-6 lux

Tipi di Lampade

Le lampade usate per l'illuminazione pubblica variano in efficienza e impatto:

  • Incandescenza: (Obsolete) Bassa efficienza.
  • Vapori di Mercurio: Emettono UV, corretti con fosfori. Molto inquinanti spettralmente.
  • Sodio Bassa Pressione (LPS): Luce gialla monocromatica. Ideali per l'astronomia perché la loro luce è facilmente filtrabile e hanno altissima efficienza.
  • Sodio Alta Pressione (HPS): Luce giallo-rosata/bianca. Più fedeltà cromatica ma meno efficienti delle LPS.

Soluzioni Pratiche

  • Rispettare i limiti CEI.
  • Usare armature cut-off (schermate verso l'alto).
  • Spegnere o ridurre l'illuminazione a notte fonda.
  • Limitare fari pubblicitari e fasci rotanti.
  • Preferire lampade al Sodio.

Per saperne di più visita il sito di Cielo Buio.