Eclisse Totale di Sole in Spagna
Breve resoconto della spedizione osservativa del 12 agosto 2026
Si pianificava già da tempo una spedizione in Spagna per non mancare al grande evento del Sole eclissato e io personalmente, dopo la delusione in Austria-Germania del 1999, non potevo certo mancare all'appuntamento. Il primo del gruppo ad annunciare ufficialmente la partenza sulla nostra chat è stato Gianni, che sarebbe partito insieme alla sua dolce metà il 10 agosto. Gaetano aveva già prenotato a Barcellona per tre persone e io, poco dopo, mi sono affrettato a prenotare una camera nello stesso hotel, con partenza dalla nostra città sullo stesso volo.
Arrivati con le consorti a Girona la sera dell'11 agosto, appena ritirate le auto prenotate, ecco arrivare anche lo spettro di ogni astrofilo: la pioggia, già preannunciata dai banchi nuvolosi in quota visti dall'aereo. Non ci siamo preoccupati più di tanto, perché le previsioni per il giorno dopo erano piuttosto favorevoli. Infatti la mattina seguente era praticamente tutto sereno e, mentre eravamo in esplorazione alla ricerca di un paio di siti sopraelevati in collina, Gianni ci ha invitati a raggiungerlo presso una località già visionata la sera prima, con un orizzonte ovest completamente scoperto: Morella, uno dei luoghi più belli della Spagna, splendido borgo medioevale con tanto di castello e imponenti mura di cinta, tanto che lo stesso re Jaume I lo definì "un luogo degno dei re".
L'arrivo a Morella
Dopo aver percorso circa trecento chilometri in macchina dal nostro alloggio, e avvisati da Gianni che il centro del paese non offriva più posti auto disponibili, ci siamo fermati a parcheggiare sulla strada di accesso al centro storico, a circa due chilometri dal paese. Scaricata la valigia con la minima attrezzatura per riprendere l'eclisse e avviatomi insieme al gruppetto verso la meta, mi sono sentito come un turista fotoreporter allo sbaraglio, consapevole del sacrificio - aggravato dal gran caldo - di dover conquistare una postazione osservativa favorevole, e preoccupato dalla plausibile presenza di folla attratta dall'evento.
Raggiunta la coppia di amici e lasciate a riposare le consorti presso un punto di ristoro, ci siamo diretti, guidati da Gianni, verso il posto osservativo già visionato la sera prima. Percorrendo il lungo viale del parco completamente esposto a ovest, sono man mano scemate le preoccupazioni di trovare un valido punto d'osservazione che potesse ospitarci tutti; arrivati a un piccolo terrazzino panoramico contornato da un importante muro in pietra come parapetto, dopo una breve discussione con gli amici abbiamo deciso di presidiarlo come punto osservativo di tutto il gruppo. La scelta si è rivelata decisamente saggia, e Gianni merita un gran plauso.
L'attesa
Sistemati i treppiedi e il Seestar di Gaetano, e monopolizzato il parapetto verso ovest del terrazzino, non ci restava che attendere circa cinque ore per godere del grande evento. Nel frattempo cominciavano ad arrivare altri curiosi, tra i quali un nutrito gruppo di turisti dal New Jersey, propensi allo scambio di esperienze tramite un astrofilo italo-americano con il suo Vaonis Vespera 50. Verso le 17:00 l'immancabile nuvola "di fantozziana memoria" a nord, con tanto di deboli tuoni, ha suscitato una innegabile preoccupazione, facendo riemergere la traumatica esperienza in Austria del lontano agosto 1999, dove il fronte nuvoloso avanzò spietatamente lasciandoci riprendere solo la fase iniziale del fenomeno celeste, prima di concludersi con una rovinosa pioggia battente. Fortunatamente un gradevole venticello da nord-ovest, nel giro di qualche decina di minuti, ci ha fatto la grazia di dissolverla, ristabilendo il tanto ambito e previsto cielo sereno.
Mentre si avvicinava l'orario del primo contatto, l'emozione aumentava in tutti noi, anche se era palese il tentativo di tenerla celata. Fatto capire a un gruppetto di astrofili francesi che il posto non aveva più spazio per piazzare ulteriori strumenti, eravamo pronti a vivere il grande momento che, al massimo della totalità, sarebbe durato non più di novanta secondi. Solo un amatore con il suo Seestar 50 è riuscito a sistemarsi in un angolino del parapetto, di fianco al Vespera.
La totalità
Finalmente, dopo circa cinque ore di trepidante attesa, alle ore 19:38 c'è stato il primo contatto del bordo lunare, e la frenetica attività di ripresa con il cielo praticamente sereno ha potuto iniziare. Solo qualche flebile nuvoletta di passaggio disturbava la ripresa video di Gaetano all'inizio del fenomeno, conclusosi con lo stupendo scenario del tramonto con il Sole parzialmente eclissato. Non ci sono parole esaurienti per descrivere l'esperienza: si rimane ipnotizzati di fronte alla spettacolarità del fenomeno celeste più grandioso a cui si possa assistere. Personalmente ricordo di aver provato la stessa emozione solo quando, apertosi all'improvviso il cielo coperto da un'insistente coltre nuvolosa dalla postazione osservativa in quota, una ghirlanda luminosa solcava più di 40° di cielo da nord-ovest a nord-est, suscitando una sensazione intensa mista a stupore, nel frangente del passaggio al perielio della spettacolare cometa Hyakutake nel marzo del 1996.
Lo spettacolo è stato sicuramente amplificato dalla posizione del Sole verso il tramonto, con il panorama impreziosito dal paesaggio e dal crinale montuoso all'orizzonte, solcato da suggestive pale eoliche.
Il tramonto eclissato
Unica pecca nella ripresa della totalità, ottenuta con il piccolo tele apo 150 Sigma, è stata la non perfetta nitidezza, dovuta probabilmente a un settaggio non ideale della Canon 6D - forse per un malfunzionamento della chiusura del diaframma o per un tempo di scatto eccessivamente corto. Il fenomeno si è comunque concluso con uno scenario che vale da solo il viaggio: il tramonto con il Sole ancora parzialmente eclissato, sospeso sopra il crinale disegnato dalle pale eoliche.
Considerazioni finali
In conclusione, una formidabile esperienza, sicuramente da rivivere - magari l'anno prossimo in Egitto.
Marco Di Biase