Mercurio
Il piccolo pianeta di ferro, bruciato dal Sole.
Introduzione
Mercurio: Mercurio è il più piccolo tra i pianeti interni, quello che orbita più velocemente e più vicino attorno al Sole. La maggior parte delle informazioni da noi attualmente possedute su di esso è stata rivelata dalla sonda spaziale Mariner 10, l’unico veicolo spaziale ad aver visitato Mercurio sinora. Concepito come una sonda per l’osservazione dei due pianeti più interni, Mariner 10 venne lanciato il 3 Novembre 1973, ottenendo un grande successo nell’esplorazione di Mercurio e di Venere.
Una superficie costellata di crateri
Le immagini del Mariner 10 rivelarono per la prima volta che la superficie di Mercurio è diffusamente costellata di crateri. La prima impressione che riporta l’osservatore è quella della somiglianza con la Luna, anche se non mancano certo le differenze. Mercurio presenta aree punteggiate da numerosi crateri e simili agli altipiani lunari affiancati da pianure prive di rilievi e poco craterizzate che assomigliano ai "mari" del nostro satellite. In mezzo alle regioni caratterizzate da una presenza di crateri relativamente elevata si trovano però anche vaste estensioni pianeggianti quasi del tutto lisce. Queste pianure derivano probabilmente dalla risalita di rocce fuse provenienti dalle profondità del pianeta, che presenta anche un’altra caratteristica peculiare: numerose ripide creste delimitate da scarpate che ne attraversano la superficie per centinaia di chilometri. La loro quota varia da poche centinaia di metri fino a un massimo di 3 km. Forse sono la conseguenza delle fratture della crosta di Mercurio dovute al raffreddamento e alla successiva contrazione del pianeta verificatesi al momento della sua formazione. Una riduzione del diametro di soli pochi chilometri potrebbe spiegare la nascita di queste scarpate.
Nelle profondità di Mercurio
Prima dell’invio di Mariner 10, si riteneva che Mercurio fosse troppo piccolo per possedere un campo magnetico significativo e fu una sorpresa quando invece se ne scoprì la presenza, anche se la sua forza è circa un centesimo di quella del campo magnetico terrestre. I dati ottenuti da Mariner 10 hanno inoltre permesso agli astronomi di stabilire la composizione geologica di Mercurio, che è ricoperto da una crosta e da un mantello relativamente sottili. La sua densità è molto elevata (5,52 g/cm³), circa cinque volte e mezzo quella dell’acqua, il che significa che il pianeta dev’essere costituito in gran parte da materiale pesante, come il ferro.
Una dinamo interna
Gli astronomi ritengono che circa il 70% della massa di Mercurio consista di un grosso nucleo di materiale ferroso che occuperebbe pressappoco i tre quarti del diametro del pianeta; ciò spiegherebbe la presenza del campo magnetico, anche se non è ancora ben chiaro l’esatto meccanismo che avrebbe portato alla sua formazione. Si pensa però che il materiale metallico fuso presente all’interno del nucleo di Mercurio si comporti come una dinamo, così come avviene sulla Terra.
Una catastrofica collisione
Gli astronomi però ritengono estremamente improbabile che il pianeta fosse dotato fin dal momento della sua formazione di un nucleo ferroso di dimensioni così elevate e ipotizzano che Mercurio abbia perso gran parte del suo mantello roccioso esterno nel corso di una catastrofica collisione con un altro oggetto planetario, collisione che sarebbe avvenuta agli inizi della storia del Sistema Solare.
Un’orbita eccentrica
Mercurio orbita attorno al Sole a una distanza media appena inferiore a 56 milioni di km con una eccentricità molto elevata pari a 0,205. Quando si trova in afelio, la distanza aumenta notevolmente rispetto al perielio. La velocità media del moto di Mercurio è di circa 48 km/s, ma varia ampiamente: al perielio è molto più veloce. Per confronto, un aereo a questa velocità farebbe il giro della Terra in 12 minuti.
Tra la Terra e il Sole
Poiché è posto tra la Terra e il Sole, Mercurio presenta fasi simili a quelle della Luna. Quando si trova nella parte della sua orbita più vicina al nostro pianeta, ha l’aspetto di una sottile mezzaluna. In fase piena è troppo vicino al Sole per essere osservato. Nel corso del passaggio attraverso le fasi, cambiano anche le sue dimensioni apparenti viste da Terra.
Attraverso il Sole
Il piano dell’orbita di Mercurio è inclinato di 7° rispetto a quello terrestre. Solo in rare occasioni, circa 14 volte ogni secolo, Mercurio transita davanti al disco del Sole. L’ultimo di questi "transiti" citato nel testo originale è avvenuto nel 1999 (ma ce ne sono stati altri più recenti, come nel 2016 e 2019).
Giorno e notte
Mercurio ruota molto lentamente sul proprio asse. Un "giorno" su Mercurio (rotazione siderale) dura circa 58 giorni terrestri, mentre il periodo di rivoluzione è di 88 giorni. Questa risonanza fa sì che un giorno solare (dall'alba al tramonto) duri ben due anni mercuriani! Di notte le temperature crollano a -180 °C, mentre al perielio di giorno raggiungono i 430 °C. L'asse è quasi perpendicolare all'orbita, quindi non ci sono stagioni e i poli sono sempre in ombra, dove i radar hanno rilevato possibile ghiaccio.
Osservazione
Mercurio è difficile da osservare a occhio nudo perché è sempre molto vicino al Sole (massima elongazione 28°). Può essere visto solo all'alba o al tramonto. Con un telescopio le fasi sono visibili, ma i dettagli superficiali sono quasi impossibili da scorgere da Terra. Le condizioni migliori si hanno dall'equatore o quando l'elongazione è massima e l'inclinazione dell'eclittica è favorevole.
Dati significativi
| Distanza dal Sole | 46 - 69,8 milioni di km |
| Diametro equatoriale | 4.878 km |
| Periodo di rivoluzione | 87,97 giorni |
| Periodo di rotazione | 58,65 giorni |
| Satelliti | Nessuno |
| Temperatura superficie | Min: -183°C / Max: 467°C |